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CTP CONSULENTE TECNICO DI PARTE PALERMO

Quando si è coinvolti in una vicenda giudiziaria non si è nelle condizioni ideali per orientarsi da soli. I documenti sono complessi, le decisioni pesano e il tempo sembra sempre insufficiente. È normale, in questa fase, chiedersi da dove partire e a chi rivolgersi.​ Per questo, prima ancora di parlare di onorari, è necessario capire se una Consulenza Tecnica di Parte sia realmente utile nel caso specifico e che tipo di lavoro richieda. Questo può avvenire solo attraverso una valutazione preliminare della situazione e della documentazione disponibile.

​Chi sente il bisogno di chiarire questi aspetti può contattarmi per un primo confronto conoscitivo.  Non è un impegno e non è una promessa di incarico, ma un momento di orientamento serio, pensato per aiutare a comprendere se esistono le condizioni per un intervento tecnico corretto, proporzionato e difendibile.

In ambito giudiziario, come accade quando si affronta un problema di salute, il primo passo non è decidere quanto spendere, ma capire di cosa si ha davvero bisogno.

Da questa consapevolezza nasce ogni scelta tutelante.

Proprio perché ogni situazione è diversa, anche gli onorari non possono essere stabiliti in modo automatico. Per garantire il diritto alla trasparenza di chi legge, di seguito vengono indicati range orientativi di compenso, utili a fornire un riferimento chiaro e realistico, ferma restando la necessità di una valutazione caso per caso.

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ONORARI

Consulenza Tecnica di Parte – Ambito Civile e Penale

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Una premessa necessaria

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Quando una persona necessita di una Consulenza Tecnica di Parte in ambito giudiziario, sta attraversando un momento delicato, complesso e carico di preoccupazioni.
È comprensibile, in queste circostanze, il bisogno di orientarsi, di capire cosa fare, a chi affidarsi e anche quali costi comporterà questo percorso.

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Per questo motivo mi viene spesso richiesto un preventivo al telefono.


È una domanda legittima, ma in ambito legale e tecnico-forense non è possibile fornire indicazioni economiche attendibili senza una preventiva lettura e analisi degli atti.

Ogni procedimento è diverso, ogni storia è diversa, e ogni caso richiede procedure metodologiche specifiche, calibrate sulla documentazione disponibile e sul quesito giudiziario posto.

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Perché non esistono costi standard

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Per fare un esempio concreto:
una CTP basata su un solo test psicodiagnostico o su una valutazione sommaria richiede un tipo di analisi profondamente diverso rispetto a una CTP fondata su più strumenti, colloqui multipli, integrazioni anamnestiche e inferenze cliniche articolate.
È evidente che il tempo, la responsabilità professionale e l’impegno richiesti non sono gli stessi, e di conseguenza anche i costi non possono esserlo.

 

Allo stesso modo, una consulenza che preveda solo la lettura e l’analisi degli atti e la stesura di un elaborato tecnico ha un peso diverso rispetto a un incarico che richieda anche partecipazione a incidente probatorio, confronto in udienza ed esame testimoniale del Consulente Tecnico di Parte.

Queste differenze incidono in modo diretto sul lavoro svolto e, soprattutto, sulla tenuta tecnica della difesa.

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Un chiarimento importante per chi non è del settore

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Capita spesso che, nei momenti di maggiore smarrimento, le persone si affidino comprensibilmente al proprio legale, maturando l’idea che “possa bastare una breve relazione”, “un certificato” o “qualche pagina” per sostenere la propria posizione.

 

Non si tratta di cattiva fede, ma di una semplificazione rischiosa.

 

Nei procedimenti in cui è richiesta competenza psicologica, l’avvocato – per quanto preparato – non può sostituirsi al ruolo del Consulente Tecnico di Parte.
 

È un apparente paradosso, ma è così: la strategia legale, da sola, non ha valore tecnico.

In ambito peritale, la parola dell’avvocato senza una CTP solida è tecnicamente irrilevante.
Senza una consulenza psicologica metodologicamente corretta, argomentata e difendibile, anche la migliore difesa giuridica rischia di non reggere al confronto con la CTU o con la controparte.

 

Per questo, in molti casi, è più determinante avere un buon consulente psicologo che molte pagine di argomentazione giuridica prive di fondamento tecnico.

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Come vengono definiti gli onorari

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Per questi motivi, questa pagina non definisce costi rigidi, ma fornisce un orientamento generale. Ogni incarico viene valutato caso per caso, dopo la lettura della documentazione e la chiara delimitazione dell’oggetto dell’intervento.

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Il compenso viene stabilito tenendo conto di diversi fattori, tra cui:

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  • la complessità tecnica del procedimento;

  • la quantità e la qualità della documentazione da esaminare;

  • il numero di soggetti coinvolti;

  • la tipologia del quesito giudiziario;

  • il tempo clinico-professionale necessario;

  • l’eventuale richiesta di integrazioni, memorie o partecipazione in udienza.

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Ogni incarico viene accettato solo quando esistono le condizioni per offrire un contributo tecnico serio, rigoroso e realmente utile, e soprattutto professionalmente difendibile di fronte alla controparte e alla CTU.

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Range indicativi di onorario:

Onorari e valore della Consulenza Tecnica di Parte

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A tutela di chi legge, la parola chiave è trasparenza.


Il timore di costi poco chiari o di spese che emergono strada facendo è comprensibile.

 

Proprio per questo è corretto spiegare in modo chiaro cosa si paga, perché lo si paga e quale tipo di tutela si sta realmente acquistando.

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Gli onorari per una Consulenza Tecnica di Parte si collocano indicativamente:

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- in ambito civile, in un range compreso tra i 1.500,00 e i 2.800,00 euro;

 

- in ambito penale possono attestarsi tra i 3000,00 e i 6000,00 euro.

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- L'esame testimoniale in aula e la partecipazione alle udienze: qualora richiesti,       comportano un onorario specifico che parte da 600,00 euro;

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 Nota di trasparenza: È fondamentale comprendere che questa voce non remunera soltanto il tempo fisico trascorso davanti al Giudice. Spesso   l’udienza viene fissata a distanza di molti mesi dal deposito della relazione tecnica: per garantire una difesa efficace, il CTP deve sospendere   ogni altra attività nei giorni precedenti per re-immergersi nel caso, studiare nuovamente l’intero fascicolo e preparare un’esposizione verbale che   sia tecnicamente inattaccabile sotto esame e controesame. L'onorario copre dunque lo studio di ripristino, il briefing con il legale e l’impegno   della giornata, inclusi i tempi di attesa e trasferta.

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Si tratta di importi elevati, ed è giusto chiarirne apertamente le ragioni.

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Questi compensi sono coerenti con il settore di appartenenza della prestazione, ovvero la psicologia giuridica e forense, che comporta responsabilità professionali, civili e deontologiche di livello molto superiore rispetto all’attività clinica ordinaria.

Una Consulenza Tecnica non è una prestazione di supporto o di cura, ma un atto peritale con valore legale, destinato a entrare nel processo e a confrontarsi con la Consulenza del Giudice o con la controparte. Ogni affermazione scritta può incidere sull’esito di una decisione giudiziaria e, di conseguenza, sulla vita delle persone coinvolte.

 

Un lavoro di CTP non si improvvisa e non si esaurisce in una lettura superficiale dei fatti. Richiede tempo reale per lo studio approfondito degli atti, rigore metodologico nell’analisi dei dati, lucidità clinica e giuridica nel ragionamento, e capacità di elaborazione critica per tenere insieme complessità, incongruenze e ipotesi alternative.

È un processo lento, responsabile e altamente specialistico, nel quale ogni passaggio deve poggiare su fondamenti scientifici solidi e difendibili.

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Quando un consulente tecnico serio assume un incarico forense, ristruttura profondamente la propria attività professionale. Spesso ciò comporta anche la sospensione o la riduzione dell’attività clinica ordinaria, perché il lavoro viene concentrato su giornate e notti di studio, analisi rigorosa degli atti, scrittura tecnica e confronto specialistico continuo.

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L’incarico forense viene affrontato

come un impegno a tempo pieno,

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poiché, solo una dedizione totale, continuativa e responsabile consente di svolgere la funzione peritale in modo realmente adeguato, eticamente corretto e professionalmente difendibile.

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Per comprendere meglio il costo, si può partire da un riferimento noto, come il tariffario minimo di una seduta psicologica (50,00 euro). Tuttavia una Consulenza Tecnica non coincide con il tempo trascorso in colloquio con il cliente. Per ogni ora di incontro diretto, il lavoro reale ne richiede molte altre svolte lontano dallo studio e non immediatamente visibili. È in questo lavoro silenzioso che si costruisce la tutela.

 

Una Consulenza Tecnica condotta secondo criteri di rigore ed eccellenza richiede decine di ore di lavoro professionale.

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Questo tempo è assorbito dallo studio approfondito del fascicolo giudiziario e della documentazione clinica pregressa, spesso molto estesa; dalla partecipazione alle operazioni peritali convocate dal Consulente del Giudice, dove il ruolo del CTP è quello di vigilare sul corretto svolgimento dell’accertamento e intervenire a tutela della parte; dalla valutazione psicodiagnostica specialistica, che comprende la somministrazione dei test, la loro correzione e l’interpretazione clinica; dalla scrittura forense, che rappresenta la fase più delicata, in cui si formulano osservazioni tecniche, si confermano o si contestano gli esiti della perizia; e dal confronto costante con l’avvocato, necessario per mantenere coerenza tra valutazione tecnica e strategia difensiva.

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In un caso tipico di invalidità civile o di danno biologico, un onorario intorno ai duemilacinquecento euro corrisponde a un impegno professionale equivalente a circa due settimane lavorative complete, spesso non meno di cento ore di lavoro effettivo. L’esito di quella consulenza può determinare il riconoscimento o la perdita di risarcimenti, indennizzi o tutele economiche destinate a durare nel tempo. In questo senso, la Consulenza Tecnica non è un costo accessorio, ma uno strumento di garanzia che riduce concretamente il rischio di una sottostima del danno da parte del tribunale.

 

È importante essere chiari anche su un altro aspetto.

 

In ambito giudiziario, consulenze proposte a costi estremamente ridotti o limitate a elaborati minimali non consentono, nella maggior parte dei casi, un’analisi sufficiente a sostenere un confronto tecnico serio con la CTU o con la controparte.

 

Una consulenza tecnica superficiale può avere conseguenze molto gravi.

 

Nel civile, una CTP carente può tradursi nella perdita di risarcimenti importanti o, nei procedimenti di famiglia, in una rappresentazione distorta delle dinamiche relazionali, con effetti permanenti sulla vita dei minori.

 

Nel penale, una lettura errata dei dati clinici o una difesa tecnica debole può condurre a valutazioni inadeguate della capacità, della responsabilità o della pericolosità sociale.

 

In questi contesti, il lavoro del CTP rappresenta spesso l’unico argine contro errori giudiziari fondati su interpretazioni psicologiche scorrette.

 

Il Giudice decide frequentemente sulla base della relazione del Consulente d’Ufficio o del Perito. Se il CTP non dedica il giusto tempo, la competenza o le risorse per analizzare ogni passaggio di quella relazione e produrre osservazioni scientifiche puntuali e solide, la posizione processuale della parte rimane di fatto indifesa.

Al compenso professionale possono aggiungersi i costi dei test psicodiagnostici e, se necessarie, le spese di trasferta. Ogni voce viene sempre chiarita e preventivata prima dell’inizio dell’incarico, senza costi nascosti o sorprese successive.

 

Scrivere in modo trasparente degli onorari non serve a giustificarsi, ma a fare chiarezza.

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Significa permettere a chi legge di capire che un costo più basso spesso corrisponde a un lavoro meno approfondito, con documenti non studiati, valutazioni incomplete e osservazioni che non reggono il contraddittorio.

 

In ambito giudiziario, fare chiarezza sul valore del lavoro tecnico significa aiutare le persone a compiere scelte informate e tutelanti. Attraversare una vicenda legale è, per molti, un’esperienza paragonabile a una malattia: arriva all’improvviso, destabilizza l’equilibrio quotidiano e costringe ad affrontare decisioni complesse in una fase di particolare vulnerabilità. In questi momenti, affidarsi a un consulente competente è come rivolgersi a un buon medico quando la salute è in gioco. Le risorse investite non sono uno spreco, ma una forma di protezione, perché servono a prendersi cura della propria posizione, ridurre i rischi e affrontare il percorso con maggiore sicurezza e consapevolezza.

 

 

​​Modalità di conferimento dell’incarico e pagamento

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A seguito della valutazione preliminare e della definizione dell’incarico, gli onorari vengono concordati e formalizzati per iscritto.


Di norma, al momento del conferimento dell’incarico è richiesto un anticipo pari al 50% del compenso concordato, a tutela del tempo, dell’impegno professionale e della responsabilità assunta. Il saldo residuo viene corrisposto alla consegna della relazione tecnica, contestualmente alla messa a disposizione dell’elaborato concordato.

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Questa modalità consente di garantire chiarezza, continuità di lavoro e piena dedizione al caso, evitando fraintendimenti o interruzioni nel corso dell’attività peritale.

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dott. Daniele Russo

Psicologo Clinico & Forense

Consulente Tecnico

 

Albo n. 3685 sez. A – 07.06.2006

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