Danno Psichico e Non Patrimoniale: Il Ruolo del Consulente Tecnico di Parte (CTP) nella Valutazione Psicologica nei Procedimenti Civili
- dottdanielerusso
- 20 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 30 ott 2025
Come la consulenza psicologica peritale contribuisce a chiarire, quantificare e tutelare la sofferenza psichica nei contenziosi legali.

Nel contesto delle controversie civili, la valutazione del danno non patrimoniale — e in particolare del danno psichico — rappresenta uno degli aspetti più complessi e delicati dell’attività peritale. Quando un evento traumatico, un infortunio, una condotta lesiva o un contesto di mobbing altera in modo significativo l’equilibrio psicologico di una persona, è necessario accertare l’esistenza, l’entità e la natura clinica del danno.
In qualità di Psicologo Consulente Tecnico di Parte (CTP), l’obiettivo del professionista non è soltanto quello di descrivere la sofferenza, ma di tradurre l’esperienza soggettiva in dati clinici, psicodiagnostici e giuridicamente rilevanti, fornendo così al Giudice elementi chiari, fondati e verificabili.
1. Danno Psichico ed Esistenziale: una distinzione essenziale
Nel linguaggio giuridico e psicologico, il danno non patrimoniale si articola in più categorie che, pur collegate, richiedono valutazioni metodologicamente distinte.
Danno Biologico di Natura Psichica (Danno Psichico)
È la compromissione clinicamente accertabile dell’integrità psicofisica dell’individuo, conseguente a un evento lesivo. Si manifesta con disturbi psicologici o psichiatrici diagnosticabili secondo criteri scientifici (DSM-5 o ICD-10), come:
Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD)
Disturbo d’Ansia Generalizzato
Episodi depressivi ricorrenti o cronici
Disturbi somatoformi e reattivi
Il danno psichico rientra nella sfera del danno biologico, poiché incide in modo oggettivo sul funzionamento della persona e può essere quantificato percentualmente ai fini risarcitori, secondo i criteri medico-legali di invalidità permanente o temporanea.
Danno Esistenziale
Si riferisce invece all’alterazione significativa delle abitudini di vita, delle relazioni e della realizzazione personale. Non sempre implica una patologia clinica: riguarda piuttosto la perdita della serenità quotidiana, la difficoltà a coltivare passioni, legami, progetti o attività prima significative.
Un soggetto che, dopo un trauma, non riesce più a frequentare luoghi pubblici, a lavorare serenamente o a relazionarsi come prima, vive una sofferenza reale ma non necessariamente patologica. È in questa area che la competenza psicologica diventa cruciale per documentare la ricaduta esistenziale del danno.
2. Il Metodo di Indagine del CTP: rigore, oggettività, coerenza
Il Consulente Tecnico di Parte (CTP) svolge un ruolo strategico nella difesa tecnica e nella corretta rappresentazione del danno subito dal proprio assistito. La sua attività si basa su un approccio clinico–scientifico articolato in più fasi complementari.
A. Colloqui Clinici Strutturati
I colloqui rappresentano il primo livello di indagine e hanno l’obiettivo di:
Ricostruire l’anamnesi psicologica e familiare del soggetto.
Analizzare la sintomatologia presente e la sua evoluzione temporale.
Indagare la relazione causale tra l’evento traumatico e l’insorgenza del disturbo.
Ogni informazione raccolta viene integrata in una cornice clinico-forense, capace di distinguere ciò che è precedente all’evento da ciò che ne è conseguenza diretta.
B. Somministrazione di Test Psicodiagnostici
La fase psicometrica conferisce oggettività e validità scientifica alla valutazione. Vengono utilizzati strumenti standardizzati, scelti in base al caso specifico:
Test di personalità (MMPI-2, PAI, Rorschach)
Scale per la valutazione di ansia, depressione o stress post-traumatico (BDI-II, STAI-Y, CAPS, PCL-5)
Test cognitivi o proiettivi, quando necessari.
I risultati permettono di definire con precisione la gravità del disturbo, il grado di compromissione funzionale e la coerenza tra il racconto soggettivo e i dati oggettivi.
C. Analisi Documentale
Il CTP esamina attentamente la documentazione clinica e processuale: referti medici, relazioni psichiatriche, perizie precedenti, certificazioni di pronto soccorso o cartelle cliniche. L’obiettivo è costruire una coerenza narrativa e diagnostica che colleghi i dati clinici all’evento lesivo, evitando errori interpretativi o sovrastime.
3. L’Accertamento del Nesso Causale: il cuore della perizia
Dimostrare che il disturbo psichico è conseguenza diretta dell’evento oggetto di causa — e non espressione di una fragilità preesistente — è il punto più delicato dell’intera consulenza.
Il CTP, seguendo il principio della probabilità scientifica, deve fornire al Giudice una spiegazione chiara e documentata del nesso causale, basata su criteri clinici, cronologici e logico-argomentativi.
L’elaborato finale include:
Analisi critica della perizia del CTU: confronto metodologico, evidenziazione di incongruenze, omissioni o mancanza di correlazione tra dati e conclusioni.
Argomentazione clinica indipendente: sviluppo di una lettura coerente, supportata da test psicodiagnostici, bibliografia scientifica e riferimenti normativi.
Conclusioni strutturate: quantificazione della compromissione psichica, descrizione del danno esistenziale e indicazioni sul grado di invalidità funzionale.
4. L’Importanza della Consulenza Psicologica di Parte
La presenza di un CTP esperto in psicologia giuridica e valutazione del danno psichico è fondamentale per tutelare in modo efficace i diritti del proprio assistito. Un elaborato ben costruito, fondato su metodo, rigore e linguaggio tecnico, può:
Rafforzare la tesi difensiva in sede civile o penale.
Contestare in modo fondato le conclusioni del CTU.
Evitare la sottovalutazione o la mancata considerazione del disagio psichico.
In molti procedimenti, la relazione del CTP diventa il documento determinante per il riconoscimento del danno non patrimoniale e per la quantificazione del risarcimento equitativo.
Conclusione: la scienza al servizio della giustizia
La valutazione del danno psichico non è mai una mera formalità tecnica: è un atto di responsabilità scientifica e umana. Richiede competenze cliniche, conoscenza delle norme giuridiche, e la capacità di tradurre la sofferenza soggettiva in un linguaggio oggettivo e comprensibile per il tribunale.
Il Consulente Tecnico di Parte Psicologo non rappresenta solo un ausilio della difesa, ma un garante della verità clinica, capace di restituire dignità e riconoscimento alla persona danneggiata.
Consulenza Tecnica di Parte – Dott. Daniele Russo | Palermo
📍 Studio di Psicologia Clinica e Forense – Palermo⚖️ Valutazione del danno psichico e non patrimoniale nei procedimenti civili e penali🧠 Consulenze tecniche per mobbing, separazioni, infortuni e responsabilità sanitaria



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