Dove il metodo manca, la giustizia diventa un’opinione. Dove il metodo è presente, diventa un fatto.
- dottdanielerusso
- 18 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min

In ambito giudiziario, la psicologia forense non è – e non può essere un’estensione della psicologia clinica tradizionale. È una disciplina autonoma, dotata di metodi rigorosi, procedure standardizzate, criteri di valutazione oggettivi e soprattutto responsabilità elevate, perché le sue conclusioni incidono direttamente sulle decisioni del giudice.
Quando un procedimento civile o penale arriva in tribunale, ogni elemento può diventare determinante.
In questo contesto, il ruolo dello psicologo forense e la qualità del lavoro svolto nella Consulenza Tecnica di Parte (CTP) diventano uno snodo cruciale: garantire che la ricostruzione psicologica dei fatti sia coerente, fondata e metodologicamente inattaccabile.
La psicologia forense nasce proprio per questo: portare rigore là dove l’errore interpretativo può cambiare la vita di una persona o di un’intera famiglia.
Perché la CTP è decisiva in un procedimento civile o penale
Una CTP efficace non “attacca” la CTU: la verifica, la ricostruisce, ne analizza la tenuta scientifica. Il compito dello psicologo forense è valutare, senza alcuna improvvisazione:
la solidità del ragionamento clinico
la coerenza dei nessi causali
la correttezza procedurale
l’impiego di strumenti psicodiagnostici adeguati
l’eventuale presenza di bias o distorsioni interpretative
la congruenza tra dati raccolti e conclusioni formulate
In altri termini, una CTP ben costruita tutela la persona e garantisce al giudice che la lettura del caso non sia basata su errori, omissioni o interpretazioni arbitrarie.
La CTP in ambito civile: tutela dei minori e complessità familiare
Nel civile, lo psicologo forense interviene soprattutto nelle aree ad alta complessità relazionale e affettiva:
valutazioni genitoriali
affidamento dei minori
separazioni conflittuali
dinamiche familiari patologiche
presunti maltrattamenti
valutazione del rischio evolutivo
In questi casi, una CTU fragile può produrre conseguenze devastanti: un genitore escluso ingiustamente, un minore collocato in un contesto inadeguato, una decisione fondata su elementi clinici non supportati.
La CTP permette di riportare:
metodo,
coerenza clinica,
rispetto della realtà psicologica delle persone coinvolte.
La CTP in ambito penale: quando la precisione diventa etica
Nel penale, la delicatezza aumenta: capacità di intendere e volere, attendibilità del racconto, valutazioni del danno psichico, analisi dei profili psicologici.
In queste situazioni, il rigore scientifico non è solo necessario: è un dovere etico.
Una diagnosi approssimativa, un’analisi condotta senza metodo o una perizia costruita su impressioni può influire sul destino giudiziario di un imputato o sulla tutela di una vittima.
La psicologia forense garantisce un approccio fondato su:
criteri chiari
protocolli validati
neutralità tecnica
ricostruzione accurata della dinamica psicologica
Perché la psicologia forense non è un’opinione
La psicologia forense:
osserva
confronta
analizza
verifica
ricostruisce
Non interpreta liberamente, non improvvisa. Lavora su dati, strumenti validati, criteri diagnostici riconosciuti, letteratura scientifica aggiornata.
Per questo una CTP ben condotta può rivelarsi decisiva per far emergere:
errori nella CTU
omissioni rilevanti
incoerenze cliniche
conclusioni non supportate dai fatti
distorsioni interpretative
diagnosi sovrastimate o non validate
La CTP è, a tutti gli effetti, una garanzia di verità clinica.
«La giustizia esiste solo quando qualcuno ha il coraggio di leggere la verità senza piegarla» — D.R.
CASI REALI (ANONIMIZZATI)
CASO 1 – CTP in ambito civile: valutazione genitoriale e CTU metodologicamente fragile
Contesto: Procedimento civile ad alta conflittualità, due minori coinvolti.
Problema rilevato: La CTU presentava gravi criticità:
test obsoleti
conclusioni non coerenti con i dati emersi nei colloqui
assenza di una diagnosi differenziale rigorosa
interpretazioni soggettive non supportate
Intervento CTP: Ho analizzato l’intero impianto peritale, ricostruito i profili psicologici con strumenti validati e individuato le incongruenze metodologiche. È stata evidenziata la confusione tra stress acuto situazionale e un presunto disturbo di personalità, diagnosi non suffragata da criteri clinici.
Esito:Il giudice ha disposto un’integrazione peritale. La collocazione dei minori è stata successivamente riformulata secondo il quadro clinico reale, riducendo il rischio evolutivo.
CASO 2 – CTP in ambito penale: attendibilità del racconto e analisi psicologica
Contesto: Indagine penale per presunti maltrattamenti.
Problema: La perizia precedente parlava di “alta attendibilità”, senza un’analisi:
della dinamica familiare
della vulnerabilità percettiva della presunta vittima
dei possibili bias mnestici
dei fattori di suggestione o pressione esterna
Intervento CTP: Ho valutato:
coerenza interna del racconto
possibili distorsioni della memoria
compatibilità psicologica dei fatti
quadro emotivo reale
stress e possibili influenze esterne
Ho ricostruito un profilo psicodiagnostico completo, mostrando che alcune affermazioni non erano compatibili con indicatori clinici accreditati.
Esito: Le conclusioni sono state ridimensionate e il giudice ha disposto una nuova valutazione specialistica.
CASO 3 – CTP psicodiagnostica: diagnosi peritale sovrastimata
Contesto: Procedimento civile per presunto danno psichico.
Problema: La CTU diagnosticava un disturbo post-traumatico severo senza:
test validati
criteri DSM soddisfatti
distinzione tra trauma e reazione adattativa
analisi del decorso sintomatologico
Intervento CTP: Ho somministrato strumenti psicodiagnostici ad alta affidabilità, confrontato i risultati con la letteratura sul trauma e ricostruito la storia clinica reale.
È emerso un quadro coerente con un disturbo dell’adattamento, non con un PTSD.
Esito: La diagnosi è stata rivista e il danno riconosciuto in modo clinicamente corretto.
Conclusione: la psicologia forense come presidio di verità
In un sistema giudiziario complesso, la psicologia forense rappresenta un punto di equilibrio tra scienza, metodo e responsabilità. Una CTP rigorosa permette al giudice di fondare le proprie decisioni su una lettura clinica affidabile e non distorta.
La perizia è un documento.
La CTP è ciò che garantisce che quel documento sia davvero all’altezza della verità.



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