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Dove il metodo manca, la giustizia diventa un’opinione. Dove il metodo è presente, diventa un fatto.


In ambito giudiziario, la psicologia forense non è – e non può essere un’estensione della psicologia clinica tradizionale. È una disciplina autonoma, dotata di metodi rigorosi, procedure standardizzate, criteri di valutazione oggettivi e soprattutto responsabilità elevate, perché le sue conclusioni incidono direttamente sulle decisioni del giudice.


Quando un procedimento civile o penale arriva in tribunale, ogni elemento può diventare determinante.

In questo contesto, il ruolo dello psicologo forense e la qualità del lavoro svolto nella Consulenza Tecnica di Parte (CTP) diventano uno snodo cruciale: garantire che la ricostruzione psicologica dei fatti sia coerente, fondata e metodologicamente inattaccabile.


La psicologia forense nasce proprio per questo: portare rigore là dove l’errore interpretativo può cambiare la vita di una persona o di un’intera famiglia.



Perché la CTP è decisiva in un procedimento civile o penale


Una CTP efficace non “attacca” la CTU: la verifica, la ricostruisce, ne analizza la tenuta scientifica. Il compito dello psicologo forense è valutare, senza alcuna improvvisazione:


  • la solidità del ragionamento clinico

  • la coerenza dei nessi causali

  • la correttezza procedurale

  • l’impiego di strumenti psicodiagnostici adeguati

  • l’eventuale presenza di bias o distorsioni interpretative

  • la congruenza tra dati raccolti e conclusioni formulate


In altri termini, una CTP ben costruita tutela la persona e garantisce al giudice che la lettura del caso non sia basata su errori, omissioni o interpretazioni arbitrarie.

La CTP in ambito civile: tutela dei minori e complessità familiare


Nel civile, lo psicologo forense interviene soprattutto nelle aree ad alta complessità relazionale e affettiva:


  • valutazioni genitoriali

  • affidamento dei minori

  • separazioni conflittuali

  • dinamiche familiari patologiche

  • presunti maltrattamenti

  • valutazione del rischio evolutivo


In questi casi, una CTU fragile può produrre conseguenze devastanti: un genitore escluso ingiustamente, un minore collocato in un contesto inadeguato, una decisione fondata su elementi clinici non supportati.

La CTP permette di riportare:


  • metodo,

  • coerenza clinica,

  • rispetto della realtà psicologica delle persone coinvolte.


La CTP in ambito penale: quando la precisione diventa etica

Nel penale, la delicatezza aumenta: capacità di intendere e volere, attendibilità del racconto, valutazioni del danno psichico, analisi dei profili psicologici.


In queste situazioni, il rigore scientifico non è solo necessario: è un dovere etico.

Una diagnosi approssimativa, un’analisi condotta senza metodo o una perizia costruita su impressioni può influire sul destino giudiziario di un imputato o sulla tutela di una vittima.

La psicologia forense garantisce un approccio fondato su:


  • criteri chiari

  • protocolli validati

  • neutralità tecnica

  • ricostruzione accurata della dinamica psicologica


Perché la psicologia forense non è un’opinione


La psicologia forense:


  • osserva

  • confronta

  • analizza

  • verifica

  • ricostruisce


Non interpreta liberamente, non improvvisa. Lavora su dati, strumenti validati, criteri diagnostici riconosciuti, letteratura scientifica aggiornata.

Per questo una CTP ben condotta può rivelarsi decisiva per far emergere:


  • errori nella CTU

  • omissioni rilevanti

  • incoerenze cliniche

  • conclusioni non supportate dai fatti

  • distorsioni interpretative

  • diagnosi sovrastimate o non validate


La CTP è, a tutti gli effetti, una garanzia di verità clinica.


«La giustizia esiste solo quando qualcuno ha il coraggio di leggere la verità senza piegarla» — D.R.

CASI REALI (ANONIMIZZATI)

CASO 1 – CTP in ambito civile: valutazione genitoriale e CTU metodologicamente fragile

Contesto: Procedimento civile ad alta conflittualità, due minori coinvolti.

Problema rilevato: La CTU presentava gravi criticità:

  • test obsoleti

  • conclusioni non coerenti con i dati emersi nei colloqui

  • assenza di una diagnosi differenziale rigorosa

  • interpretazioni soggettive non supportate

Intervento CTP: Ho analizzato l’intero impianto peritale, ricostruito i profili psicologici con strumenti validati e individuato le incongruenze metodologiche. È stata evidenziata la confusione tra stress acuto situazionale e un presunto disturbo di personalità, diagnosi non suffragata da criteri clinici.

Esito:Il giudice ha disposto un’integrazione peritale. La collocazione dei minori è stata successivamente riformulata secondo il quadro clinico reale, riducendo il rischio evolutivo.


CASO 2 – CTP in ambito penale: attendibilità del racconto e analisi psicologica

Contesto: Indagine penale per presunti maltrattamenti.

Problema: La perizia precedente parlava di “alta attendibilità”, senza un’analisi:

  • della dinamica familiare

  • della vulnerabilità percettiva della presunta vittima

  • dei possibili bias mnestici

  • dei fattori di suggestione o pressione esterna

Intervento CTP: Ho valutato:

  • coerenza interna del racconto

  • possibili distorsioni della memoria

  • compatibilità psicologica dei fatti

  • quadro emotivo reale

  • stress e possibili influenze esterne

Ho ricostruito un profilo psicodiagnostico completo, mostrando che alcune affermazioni non erano compatibili con indicatori clinici accreditati.

Esito: Le conclusioni sono state ridimensionate e il giudice ha disposto una nuova valutazione specialistica.


CASO 3 – CTP psicodiagnostica: diagnosi peritale sovrastimata

Contesto: Procedimento civile per presunto danno psichico.

Problema: La CTU diagnosticava un disturbo post-traumatico severo senza:

  • test validati

  • criteri DSM soddisfatti

  • distinzione tra trauma e reazione adattativa

  • analisi del decorso sintomatologico

Intervento CTP: Ho somministrato strumenti psicodiagnostici ad alta affidabilità, confrontato i risultati con la letteratura sul trauma e ricostruito la storia clinica reale.

È emerso un quadro coerente con un disturbo dell’adattamento, non con un PTSD.

Esito: La diagnosi è stata rivista e il danno riconosciuto in modo clinicamente corretto.


Conclusione: la psicologia forense come presidio di verità


In un sistema giudiziario complesso, la psicologia forense rappresenta un punto di equilibrio tra scienza, metodo e responsabilità. Una CTP rigorosa permette al giudice di fondare le proprie decisioni su una lettura clinica affidabile e non distorta.


La perizia è un documento.


La CTP è ciò che garantisce che quel documento sia davvero all’altezza della verità.

 
 
 

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dott. Daniele Russo

Psicologo Clinico & Forense

Consulente Tecnico

 

Albo n. 3685 sez. A – 07.06.2006

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