Falsità d’Accusa in Ambito Familiare: Il Cigno Nero della Tutela Minorile
- dottdanielerusso
- 28 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Introduzione
Nel contesto delle separazioni altamente conflittuali, il fenomeno delle false accuse in ambito familiare rappresenta una delle principali minacce alla tutela psicologica dei minori. Accuse infondate di abuso fisico o sessuale vengono utilizzate come vera arma processuale per ostacolare l’affidamento condiviso e ottenere l’esclusione di un genitore dalla vita del figlio. Il risultato clinico: danni relazionali profondi e, spesso, irreversibili.
Perché le false accuse sono in aumento
L’introduzione dell’affido condiviso (Legge 54/2006) ha prodotto un cambio di paradigma:il ruolo genitoriale diventa paritario. In scenari di conflitto intenso, chi teme di perdere controllo può tentare di ripristinare una posizione esclusiva attraverso la strumentalizzazione del diritto penale.
Effetti immediati delle accuse infondate
Sospensione o limitazione delle visite
Monitoraggi invasivi
Delegittimazione della genitorialità
Distruzione dell’immagine sociale
Trauma relazionale sul minore
La vera vittima non è l’adulto.
È il figlio privato dell’altro genitore.
Come un CT distingue la strumentalizzazione
Un Consulente Tecnico (CT/CTU) deve valutare oltre il contenuto dell’accusa, ponendo sotto analisi:
Coerenza narrativa: il racconto è stabile nel tempo o “si adatta” al procedimento?
Indici di coaching: il minore usa parole non compatibili con l’età?
Storico relazionale: la denuncia compare solo dopo la crisi di coppia?
Isolamento indotto: il genitore accusante sta limitando le relazioni del figlio?
Ricerca del potere: la denuncia è usata come leva decisionale in giudizio?
Lo psicologo forense competente non si ferma al sintomo ma identifica la funzione dell’accusa nel sistema familiare.
La differenza tra abuso vero e accusa falsa
La diagnosi differenziale è essenziale.
Nel vero abuso vi sono indicatori multipli convergenti:
Segni comportamentali e fisici coerenti
Narrazione del minore spontanea e non direzionata
Reazioni emotive congruenti
Riscontri esterni indipendenti
Nelle accuse strumentali spesso osserviamo invece:
Contraddizioni interne nel racconto
Emozioni piatte o fuori contesto
Coinvolgimento attivo del genitore accusante
Mancanza di evidenze oggettive
Temporalità sospetta: l’accusa emerge come mossa di causa
Distinguere le due condizioni non è solo tecnica, è tutela del minore.
Il ruolo del minore in contesti di conflitto genitoriale
Il minore diventa spettatore di una lotta che non gli appartiene e può:
sentirsi costretto a schierarsi
assumere responsabilità adulte
perdere fiducia in un genitore
vivere lo strappo affettivo come autodifesa
Quando un genitore costruisce una narrativa giudiziaria contro l’altro, il bambino rischia di assimilare una verità artificiale che modifica la propria identità e la rappresentazione interna dei legami.
Linee operative per la giustizia minorile
Obiettivi imprescindibili:
Separare il conflitto coniugale dalla funzione genitoriale
Valutare il rischio reale con metodo scientifico
Proteggere il figlio da manipolazioni emotive
Ripristinare, ove possibile, la bigenitorialità come risorsa evolutiva
La tutela del minore non può diventare un’espressione retorica. Va dimostrata nei fatti.
Conclusione
La falsa accusa in ambito familiare è un atto di violenza relazionale. Non tutela i figli. Li sacrifica. Il compito dei professionisti del diritto e della psicologia è:
contrastare l’abuso del procedimento giudiziario e riconoscere la strumentalità per proteggere l’identità affettiva del minore
Ogni volta che un minore viene allontanato ingiustamente da un genitore competente, la giustizia perde la sua funzione e il bambino perde un pezzo di sé.
Contatti professionali
Dott. Daniele RussoPsicologo – Consulente Tecnico (CT/CTP)Esperto in tutela minorile nei procedimenti civili e minorili
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